Giovanna's profileIL MIO MONDO ORGOGLIOSO,...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 11

    EXTRATERRESTRE...

    C'era un tipo che viveva in un abbaino
    per avere il cielo sempre vicino
    voleva passare sulla vita come un aeroplano
    perché a lui non importava niente
    di quello che faceva la gente
    solo una cosa per lui era importante
    e si esercitava continuamente
    per sviluppare quel talento latente
    che è nascosto tra le pieghe della mente
    e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
    dalla finestra nel tetto con un messaggio
    voleva prendere contatto, diceva:

    "Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio un pianeta su cui ricominciare

    Una notte il suo messaggio fu ricevuto
    ed in un istante é stato trasportato
    senza dolore su un pianeta sconosciuto
    il cielo un po' più viola del normale
    un po' più caldo il sole, ma nell'aria un buon sapore
    terra da esplorare, e dopo la terra il mare
    un pianeta intero con cui giocare
    e lentamente la consapevolezza
    mista ad una dolce sicurezza
    "l'universo é la mia fortezza!"

    "Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a pigliare
    voglio un pianeta su cui ricominciare!"

    Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
    comincia a dare segni di incertezza
    si sente crescere dentro l'amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

    "Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio tornare per ricominciare!
    Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre non mi abbandonare
    voglio tornare per ricominciare!"
     
    Ricominciare, ma da cosa e da dove proprio non lo so. A dire il vero non so nemmeno perché e , riflettendoci bene, neppure cosa significa questo "ricominciare". Ieri ho vissuto la notte in cui il mio messaggio è stato ascoltato, un messaggio che forse inconsciamente mi portavo dentro dal momento stesso in cui sapevo che un giorno l'avrei spedito; un messaggio subdolo anche per me stessa, che stà lì e non dà fastidio a nessuno, non si fa sentire, non fa male, non esige risposta immediata... apparentemente trascurabile insomma. E invece no. Invece c'è, e spinge, scalpita, ti prende quando meno te lo aspetti e esige attenzione, talvolta sussurrandotelo, altre volte urlando e prendendoti a calci. Due sono le decisioni che puoi prendere: o lasciarlo perdere, fare come nulla fosse, neppure sfidarlo ma ignorarlo, ecco, ignorarlo è il termine più valido, oppure puoi lasciarti prendere dal vortice di dubbio e nostalgia che reca con sé, da quella malinconia verso cui sei impotente, o almeno così ti senti. Io non ho mai preso nessuna delle due decisioni. E' stato lui a scegliere per me. Evidentemente mi ha vista così debole, o peggio ancora, forte e decisa, ma in un modo così fittizio, che gli avrò fatto pena, chissà. Stà di fatto che mi ha preso e girato a suo piacimento ogni volta che ha voluto, fino a farsi ascoltare con prepotenza, ma non più solo da me. Oggi ha voluto parlare. Ma la cosa bella non è stata questa, perché in un modo o nell'altro ha sempre parlato. La cosa straordinaria è che oggi ho deciso io che poteva parlare, oggi ho voluto io che venisse ascoltato, oggi non c'era solo lui, non c'era solo lui, padrone dei miei ricordi e del mio passato; oggi c'ero anche io, oggi c'ero io, accompagnata da lui-dal mio passato-dai miei ricordi, ma c'ero io, io e il mio presente. Non sono stata spettatrice delle sue parole, non mi sono lasciata portare nel suo mondo, quel mondo solo illusorio e privo di concretezza, ma l'ho invitato da me, nel mio di mondo, nel mio presente. Oggi il mio messaggio è stato ascoltato. Non c'è nessuna "sicurezza che comincia a dare segni di incertezza", ma semplicemente perché, checché possa sembrare dall'esterno, io non ho nessuna sicurezza; l'incertezza è l'ombra dei miei passi e penso questa sia una della fortune più grandi che io potessi avere, poiché il dubbio è l'unica fonte di conoscenza, l'unica possibilità di capirci qualcosa a questo mondo, in questa vita. Ma...

    ...si sente crescere dentro l'amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

    "Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio tornare per ricominciare!
    Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre non mi abbandonare
    voglio tornare per ricominciare!"
     
    Parole forti, facilmente fraintendibili. Ma non mi interessa dare spiegazioni. O forse non saprei darle, perché le spiegazioni non le ho nemmeno per me stessa, tantomeno mi pongo troppe domande. Ho deciso così. So solo una cosa, che ieri è stato uno dei giorni più belli che abbia vissuto negli ultimi anni, e non sto esagerando. Anzi so due cose. L'altra è che non c'è bisogno di parlare, o comunque ce ne sarà sempre momento e modo, ma una cosa va detta, a chi e perché di preciso non lo so, ma va detta: grazie. E un bentornato a quell'unico tassello della mia vita che mi mancava prepotentemente, ergendosi al di sopra di tutti gli altri che pure mi mancano, ma non così. Bentornato e grazie per avermi dimostrato che sei più forte di me, che forse inconsciamente e violentemente nei miei stessi confronti ho cercato di soffocarti; grazie per avermi dimostrato che mi hai tenuto e sempre mi terrai testa. Semplicemente, grazie.